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Alcune delle domande inviate al Dott. Sella

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Salve:) Sono una ragazza, e sono stata fidanzata con un ragazzo per circa un anno.. Abbiamo superato tante difficoltà, è sempre stato il mio ragazzo “ideale”,poi le liti sono diventate continue e ci siamo lasciati.. Ad oggi sono tre mesi,ma non ci siamo mai distaccati veramente, io avrei voluto risolvere ma lui continuava a dire che voleva la sua “libertà”, da circa due settimane lui è partito e ci stiamo sentendo, gli ho detto che mi sono scocciata della situazione e gli ho chiesto di decidere: o dentro o fuori. Mi ha detto che vuole stare con me e che vuole anche lui che il rapporto torni come prima. Solo che io non mi fido. Anche perchè in quel periodo so che usciva con gli amici, poi stavano anche alcune ragazze. So che magari ci tiene a me,ma è più forte di me.. Cioè pure se scende dubito di lui e ho paura.. Per quanto posso amarlo c’è questa parte che mi frena.. Cosa mi consigliate? Grazie in anticipo:)

non è facile fidarsi. Consiglio spassionato è di sentire il parere di un terapeuta esperto sul suo caso e eventualmente anche, se necessita, un terapeuta di coppia per tutela di entrambi nel caso si ritorni assieme, ma felicemente e con sicurezze, per quanto possibile


Salve. Vi scrivo perchè è da tempo, ormai un anno, che non riesco a considerare finita una vecchia storia che mi ha segnata. Sono stata con un ragazzo per alcuni mesi, ma la nostra storia è stata quasi da subito pervasa da un senso di insoddisfazione da parte mia e al tempo stesso di gelosia e rabbia, e da parte sua sempre vissuta con timori nei confronti delle relazioni di coppia.

Ci siamo quindi lasciatir ma 7-8 mesi ci sentivamo comunque sporadicamente, e da parte sua continuavano ad esserci segnali contrastanti. Aumentava il suo comportamento ambiguo e anche la mia rabbia, fino a sfociare in scenate di gelosia e addirittura alcune volte di violenza da parte mia. Quando però mi sono accorta di essere arrivata al limite ho deciso di riparlarne con la mia psicologa che non vedevo da 8 mesi, perchè mi sono trasferita lontano, e non sempre ho la disponibilità di andarci (come in questo caso in cui non potrò andarci per un mese).

Da quel momento comunque sono riuscita a non avere più questi attacchi perchè ho capito da una parte il mio errore verso me stessa e il fatto che fosse lui a provocarmi e a ricevere gratificazione quando si accorgeva del mio interesse ancora talmente vivo da farmi avere reazione così forti, da una parte l’errore stesso del mio gesto. Ho iniziato così a evitarlo, e ho conosciuto anche un altra persona con cui ho avuto una breve relazione, ma purtroppo deludente anch’ essa e già finita. Pensavo comunque che per me questa storia fosse archiviata come passato, sono riuscita a vedere anche le cose della nostra vecchia relazione che non mi piacevano e che non vorrei in una futura.

Ho però rivisto questa persona e questa volta l’ho salutato per cercare di mettere una pietra sopra… ma ecco che di nuovo lui si comporta in modi ambigui, cercando sempre di provocarmi con i gesti o con gli sguardi. Per adesso non ho ceduto e non ho comunque intenzione di farlo. La cosa che invece mi preoccupa è perchè continuo a pensare a lui, a pensare alla parte di lui di cui ero innamorata e al fatto che una piccola parte di me ci spera sempre. E non riesco ad accettarlo perchè questa persona si è fin troppo approfittata di me e non riesco a capire se esiste veramente questa parte buona che io vedevo in lui o no. E se così non fosse vorrei riuscire ad aprire definitivamente gli occhi. Inoltre non capisco se si tratti ormai ancora di amore o solo di un ossessione perchè non riesco a guardare avanti e ho paura di ritrovarmi in un altra relazione deludente, o ho paura di stare da sola. Se si fosse trattato di amore non dovrei essere già riuscita a lasciarlo andare? senza provare sentimenti di gelosia e possessione? Inoltre adesso non so se sia il caso di evitare di nuovo di salutarlo, o continuare a farlo e fregarmene. La mia psicologa mi aveva chiarito che dal momento in cui io l’avessi visto e salutato, per poi continuare serenamente la mia giornata allora sarebbe stata finita, ma così non è e forse non sono ancora pronta per questo. Ma non dovrei averlo già dimenticato?


Buonasera , le cause per cui sua figlia pare demotivata a studiare possono essere molteplici.
La sua mancanza di impegno potrebbe riflettere una difficoltà nei rapporti con i genitori che sua figlia ripropone nell’ambiente scolastico con i suoi i maestri . Potrebbe essere una questione di autostima dovuta alle difficoltà dei compiti che sua figlia deve affrontare e che la mettono di fronte ai suoi limiti . L’indolenza spesso nasconde una richiesta di aiuto e di sostegno nelle attività di problem solving che i bambini sentono come estremamente difficili . Tuttavia uno psicoterapeuta dell’età evolutiva è la persona di maggior pertinenza alla soluzione del problema posto. Trattandosi di una persona giovanissima le prospettive di…. “cura” sono molto elevate.


Buongiorno la problematica che lei mi sottopone è molto delicata , dietro a problemi di condotta vengono frequentemente osservati una scarsa autostima , labilità dell’umore ed una scarsa tolleranza alla frustrazione . I conflitti con gli insegnanti possno esserae accompagnati anche da contrasti con il gruppo dei pari e da una forte contrapposizione con i genitori . Dunque la situazione che mi sottopone necessità di un approfondimento per valutare se questo disagio che suo figlio manifesta può essere correlato ad una deficit dell’attenzione o dell’apprendimento come una disgrafia una discalculia . Cambiare scuola classe città può essere sinonimo di sconfitta e anche riflettere se presente la poca resistenza alla frustrazione . le consiglio di intraprendere un percorso specifico che coinvolga anche la coppia genitoriale .


psicoterapeuta roma centro, Giacomo Sella Psicologo